Il mio nuovo sito su gianpaolodamico.com

layout homepage sito gianpaolodamico.com

Ho commesso una leggerezza imperdonabile, in quanto oramai ho lanciato da diversi mesi il mio nuovo sito personale in un altro dominio e non ho pubblicato alcuna comunicazione dentro la mia vecchia casa digitale.

Grazie morpheus che mi hai ospitato per molti anni, ma da tempo era arrivato il momento di passare in nuovi lidi digitali: gianpaolodamico.com è l’indirizzo nel nuovo sito e quindi invito tutte le persone che arrivano su queste pagine ad andare a dare un’occhiata a quello che succede dall’altra parte.

Come sempre ho realizzato tutto in WordPress e mi sono concentrato su un layout responsive, con l’obiettivo di comunicare anche meglio il mio portfolio di lavori. Piccolo (non proprio) cambio di rotta: il nuovo sito è completamente in inglese. Da anni oramai ho abbracciato questa lingua in vari contesti, dalla scrittura online su sounDesign, la creazione di articoli per la ricerca universitaria e l’attività didattica. Tutto va in una direzione diversa quando lavori in inglese oggi.

Nessun rimpianto, non si torna indietro, come è nel mio carattere. Bye bye morpheus.micc.unifi.it/damico, benvenuto gianpaolodamico.com :-)

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Le campagne digitali nei social media si fanno con le mani sporche

Gianpaolo D'Amico

Gianpaolo durante una lezione del corso di Web Communication and Social Media del Master in Graphics Design presso l'istituto IED di Firenze. Foto di Matteo Bencini.

Qualche settimana fa ho terminato la docenza del corso di Web Communication and Social Media svolto durante il Master in Graphic Design presso l’IED di Firenze e quindi è arrivato il momento di raccontare quello che può succedere durante un corso dedicato all’argomento caldo del momento: la comunicazione digitale.

Corsi di questo tipo si concentrano generalmente sulla teoria della comunicazione applicata ai media digitali, in quanto spesso si presume che la conoscenza degli strumenti per la creazione dei contenuti abbia una priorità secondaria. Nel mio caso avviene invece proprio il contrario: preferisco proporre un corso basato su una base teorica breve, per guadagnare tempo e concentrarmi soprattutto sulla pratica delle piattaforme che vengono utilizzate per comunicare nei canali digitali.

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Top album 2011: I’m a music addicted baby, so why don’t you kill me?

Top album 2011

Questo è uno dei post più difficili da pubblicare. E’ uno di quelli che inizi a scrivere con la mente dal 1 gennaio e il 31 dicembre sei ancora lì imbambolato a valutare se le tue scelte sono veramente quelle giuste. Chiedo umilmente scusa, ma sono un music addicted: non posso rimanere equilibrato quando si parla della lista dei migliori album musicali dell’anno.

Nell’ultimo giorno del 2011 questa è l’ultima possibilità che ho per testimoniare cosa è successo nelle mie orecchie in questi ultimi 12 mesi. E anche stavolta mi prendo di coraggio e mi butto. Ma lo faccio con serietà :) , aggiungendo a ogni disco una brevissima motivazione, qualche link e un videoclip (così non mi dicono che le band me le invento…).

Premessa doverosa: il 2011 è stato l’anno delle sorprese. Su tutti i dischi della mia top list non avrei scommesso un euro svalutato. Queste 5 gemme musicali sono invece entrate nel mio cuore in modo assolutamente naturale, senza essere influenzato dalla lettura di qualche recensione sul famoso drownedpitchforkspin web magazine :) . Ok, si parte, in rigoroso ordine decrescente.

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Gli sviluppatori salveranno il mondo? Follow-up di Better Software 2011

L'ingresso di Better Software. Fotografia di Simone Zinanni.

L'ingresso di Better Software. Fotografia di Simone Zinanni.

Ogni tanto a Firenze succede qualcosa che ti fa pensare di non essere a Firenze. Anche quest’anno i valorosi boys di Develer hanno organizzato Better Software, conferenza dedicata a diversi temi del mondo dello sviluppo.

La terza edizione è stata organizzata in due giornate: la prima orientata ai temi più caldi del Web (cloud computing, user experience design e web 2.0) e la seconda alle tematiche del mondo mobile e delle strategie per lo sviluppo agile.

Oramai le mie dita hanno scritte miliardi di righe di codice (un modo gentile per dire che gli anni passano), per cui conferenze come questa diventano un pretesto per incontrare tantissimi volti conosciuti e tanti amici, come Omar Cafini, Luca Mezzalira, Luca Rosati, Agnese Benassi, Daniele Nuzzo, Alberto MucignatMark Boas e buona parte della fantastica banda di Open Lab.

Vista l’esperienza folgorante avuta durante la passata edizione, anche quest’anno il mio obiettivo principale non era tanto fare networking, quanto approfondire alcuni temi a cui mi sto avvicinando in questi ultimi tempi. Di seguito quindi una sintesi dei talk che sono riuscito a vedere e che mi hanno lasciato qualcosa dentro, sia a livello viscerale che riflessivo (come direbbe il caro zio Donald).

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Suonare musica elettronica dopo Elio e le storie tese nella notte di Capodanno e uscirne vivi comunque

Samples under the dome, Notte Bianca 2011, Firenze. Fotografia di Laura Ciomei.

Samples under the dome, Notte Bianca 2011, Firenze. Fotografia di Laura Ciomei.

Qualche mese fa Sara Lenzi di Lorelei e’ stata invitata a proporre una live performance di musica elettronica durante il concerto di Capodanno 2011 presso Piazza della Stazione di S. Maria Novella a Firenze.

Da buona imprenditrice del mondo del Suono Sara riesce in pochi giorni a costituire un gruppo di lavoro inconsueto, costituito insieme a Marco Galardi/Pulse (compositore elettronico, live performer e producer) e al sottoscritto, che torna a suonare dal vivo dopo diversi anni di home recording notturno e solitario.

Ci sono cose che nascono in un modo estremamente semplice: quando Sara mi chiama per comunicare l’evento le chiedo ironicamente se una chitarra elettrica blu sarebbe stata bene in mezzo a due Mac bianchi. Il giorno dopo stavo scaricando dal server le prime basi elettroniche che lei e Marco avevano impostato e su cui avrei dovuto studiare delle integrazioni in formato rigorosamente analogico.

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Giovani talenti in vendita presso il corso di Laurea in Disegno industriale a Firenze

Talenti in vendita

Ultimamente si fa un gran parlare della crisi universitaria italiana, dei cervelli in fuga e di tante altre cose che rendono contenti i giornalisti mainstream. Ho insegnato presso il corso di Disegno Industriale della Facoltà di Architettura a Firenze come docente a contratto e quest’anno ho deciso di abbandonarne la cattedra che mi è stata affidata circa 5 anni fa. Non sono un cervello in fuga, anyway.

Non sto a raccontare una noiosa storia sui motivi per cui lascio il mio incarico, ma comunque vorrei sottolineare che l’Università pubblica non dovrebbe basare la propria offerta didattica sulle buone intenzioni di chi insegna per passione (più che per lavoro). L’insegnamento è un mestiere serio e tale deve essere considerato, così da mantenere livelli di qualità elevata, per l’ovvia responsabilità che ha verso la crescita delle nuove generazioni.

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I pixel di Maria Grazia e la comunicazione del Master in Multimedia Content Design 2010/2011

Manifesto Master in Multimedia Content Design 2010/2011.

Manifesto Master in Multimedia Content Design 2010/2011.

Qualche giorno fa tre persone mi hanno chiesto chi è. Il primo mi scrive una mail chilometrica e alla fine la domanda: Chi è la ragazza del manifesto? Il secondo mi contatta con la chat di Facebook (accidenti alla chat di Facebook) e dopo una paio di frasi mi chiede: Ma chi è la ragazza? Il terzo a fianco a me in laboratorio vede il manifesto sul muro e dice: Ma chi è questa tizia nella foto?

Ok, vi racconto la storia di Maria Grazia, ovvero della nuova comunicazione del Master in Multimedia Content Design edizione 2010-2011.

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La mia vita violenta: essere web chair di una conferenza internazionale sul multimedia

Gianpaolo D'Amico in Lambretta. Fotografia di Lea Landucci

Gianpaolo D'Amico in Lambretta. Fotografia di Lea Landucci

Prendo a prestito il titolo da un bel disco dei Blond Redhead (che a sua volta citavano l’indimenticato Pierpaolo Pasolini) per raccontare una delle attività che mi ha impegnato in questo ultimo anno: essere webchair di ACM Multimedia 2010, conferenza internazionale sul multimedia, che si terrà a Firenze dal 25 al 29 ottobre 2010.

Più di un anno fa il prof. Alberto Del Bimbo, general chair della conferenza, ha chiesto a me e Andrea Ferracani di ricoprire questo ruolo un pò particolare, sicuramente non ben definito, un mashup mostruoso tra il web designer e il web developer, l’information architect e il content manager, il system administrator e il web project manager. In poche parole: un team di due sole persone pronte a gestire un intero progetto web.

A complicare le cose la presenza di una committenza tostissima: ricercatori universitari di fama internazionale, sparsi per il mondo, pronti a sezionare il tuo lavoro in ogni momento della giornata (e non solo), a inviare contenuti e proposte in modo irregolare e ovviamente non coordinato.

In pieno MICC-style, io e Andrea abbiamo affrontato questo incarico nell’unico modo che conosciamo: da una parte soddisfare le richieste del committente, dall’altra rilanciare, proponendo nuove idee e soluzioni, con l’obiettivo di andare oltre i soliti schemi mentali di lavoro.

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Toscana Lab, gli onomastici e l’importanza di raccontare le esperienze

Internet Better Life

Gianpaolo D'Amico a Toscana Lab Internet Better Life. Foto di Fabio Casati.

Gli onomastici in Toscana non vengono solitamente celebrati, si preferisce andare direttamente al sodo con compleanni o altri anniversari. Io però sono nato nella calda Calabria e le cose per me sono andate in un modo un pò diverso.

Avendo un nome composto, i miei genitori hanno preferito non lasciare che il loro secondogenito si sentisse diverso dalla sorella maggiore Anna e hanno dovuto scegliere uno dei possibili santi a cui affidare questo giorno importante per la sua infanzia. Il difficilissimo contest religioso è stato vinto da Pietro e Paolo (mi sono accontentato di un buon 50%), nel giorno del 29 giugno.

Gli anni passano e tanti momenti perdono il loro valore, ma il caso ha voluto che gli amici di ToscanaIN (di cui sono socio) mi invitassero a intervenire al workshop Internet for Business proprio il 29 giugno 2010, secondo giorno di Toscana Lab Internet Better Life, evento organizzato dalla Fondazione Sistema Toscana dedicato al web, ai social media e al mondo della comunicazione digitale.

Come al solito quando si deve fare una presentazione i processi mentali iniziano a muoversi nelle direzioni più disparate (e talvolta disperate), ma il ricordo del 29 giugno mi è venuto in aiuto ed ecco le slide della mia presentazione.

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101 metodi per usare pomodori digitali all’IED di Firenze

Brainstorming all'IED di Firenze. Al centro Pietro Polsinelli di Open Lab.

Qualche settimana fa Alessandro Colombo e Marzia Lodi dell’IED mi hanno invitato a svolgere un workshop presso la sede fiorentina dell’istituto, con l’obiettivo di proporre un’esperienza di lavoro reale tramite l’utilizzo dei media digitali.

Dopo qualche giorno di brainstorming interiore (di quelli che si fanno mentre guidi l’auto nel traffico e contemporaneamente stai ascoltando Eluvium) sono riuscito a trovare la direzione giusta. Il titolo da proporre è venuto fuori di conseguenza: Storyblog, 101 metodi per creare una storia nel mondo dei media digitali.

La mia intenzione era molto semplice: coinvolgere i partecipanti del workshop nell’ideazione e realizzazione di una storia in formato digitale, ma seguendo una precisa modalità di gestione delle attività e delle tempistiche. Avevo intuito che i partecipanti al workshop avrebbero avuto un background da visual designer e, come notoriamente sanno anche gli sviluppatori di C++ dell’Himalaya, la maggiorparte di coloro che lavora in questo ambito ha una notevole insofferenza verso l’ingegnerizzazione dei processi lavorativi e l’ottimizzazione delle tempistiche.

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